FOSCO GRISENDI. Indoor Games
Artesilva, Seregno (MB)
01 marzo – 31 marzo 2025
A cura di Valerio Dehò
Inaugurazione: sabato 01 marzo, ore 16.00
Artesilva di Seregno (MB), dall’01 marzo al 31 marzo 2025, presenta la ricerca dell’artista Fosco Grisendi con la mostra “Indoor Games”, a cura di Valerio Dehò.
L’esposizione sarà inaugurata sabato 01 marzo alle ore 16.00; in mostra, venticinque dipinti totalmente inediti realizzati tra il 2021 ed il 2025.
“Fosco Grisendi – spiega il curatore – ha scelto di rappresentare una pittura che si situa al limite tra pop e astrazione, tra astratto e figurale, tra riconoscibilità e scoperta. Tre antinomie essenziali per questa serie di lavori in cui l’artista rivela grande maturità di poetica e una particolare sensibilità a mostrare gli interstizi della nostra società dedita al consumo senza aver chiarito prima il senso della produzione simbolica che lo accompagna. Una mazza da golf, una pallina da baseball o un guantone da boxe rappresentati secondo la visione aprospettica inventata da Grisendi, possono diventare qualcosa di misterioso che attende una scoperta da parte dell’osservatore”.
La mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dall’01 marzo al 31 marzo con orario 15.00 – 18.00, altri giorni ed orari su appuntamento. Ingresso libero. Per informazioni: tel.: 0362285153, info@artesilva.com
Fosco Grisendi, Parma 1976, vive e lavora a Reggio Emilia, dove ha un atelier nella serra del giardino di una villa in stile Liberty. Inizia la sua attività artistica nel 2004 inserendosi dapprima nei circuiti giovanili con mostre personali e collettive. Nel 2015 presenta, all’Officina delle Arti di Reggio Emilia, Stand your ground, un progetto artistico che nasce da fatti di cronaca trasformati in un incontro di wrestling. Il suo universo richiama alla mente il mondo distopico quanto reale dello scrittore Roger Ballard, in cui la violenza diventa lo storyboard di un mondo spietato, in cui confluiscono passato e presente e il futuro sembra non iniziare mai. Nel 2016 i Musei Civici di Reggio Emilia acquisiscono l’opera Stand your ground #8 e l’anno successivo gli dedicano la mostra personale dal titolo Sidewalks, un ciclo di lavori in cui la figurazione appare fredda, senza alcuna concessione alla decorazione e all’emotività. Di grande effetto compositivo, la sua pittura assume il carattere di un tempo sospeso, assente. Dal 2018 si dedica alla realizzazione della serie Confidence, un ulteriore passaggio verso una pittura di “superficie” costruita su larghe campiture di colore. Una conquista della semplicità espressiva fondata sull’equilibrio occhio-mente senza dettagli inutili o forzature semantiche, costruendo la complessità con l’essenziale.
Mostre personali selezionate
Confidence (Macramè, Reggio Emilia, 2021, a cura di Bob Rontani);
Confidence (Spazio Cose Belle, Fusignano, Ravenna, 2018, a cura di Niccolò Bonechi);
Sidewalks (Musei Civici, Reggio Emilia, 2017 a cura di Alessandro Gazzotti e Chiara Serri);
Stand your ground (Ex Conservatorio Sant’Anna, Lecce, 2015, promossa da Artemide’s Garden Art Gallery, a cura di Doriana Agrosì);
Stand your ground (Spazio Inangolo, Penne, Pescara, 2015, a cura di Rossella Iorio);
Stand your ground (Officina delle Arti, Reggio Emilia, 2015, a cura di Chiara Serri).
Mostre collettive selezionate
La Bandiera della Pace Preventiva – Opera collettiva ispirata al pensiero di Michelangelo Pistoletto (Spazio QU4RANTA9VE, Reggio Emilia, 2023, a cura di Giacomo Bassmaji e Fortunato D’Amico);
Spotlight (Citriniti Arte Contemporanea, Verezzi, 2021);
Dream team (Bonioni Arte, Reggio Emilia, 2021);
Sono ancora qua. SetUp to be continued (Autostazione, Bologna, 2020, a cura di Alice Zannoni);
Gioia e rivoluzione (Plastics Works, Gattatico, Reggio Emilia, 2018, nell’ambito di Fotografia Europea, Circuito Off);
Officine Reggiane / Archivio storico – capitolo 2 (Spazio Gerra, Reggio Emilia, 2017-2018).
SCHEDA TECNICA:
Fosco Grisendi, “Indoor Games”
A cura di Valerio Dehò
Artesilva
Via San Rocco, 64/66 – Seregno (MB)
01 marzo – 31 marzo 2025
Inaugurazione: sabato 01 marzo, ore 16.00
Orari: 01 marzo – 31 marzo dal martedì al venerdì dalle ore 15.00 alle 18.00, altri giorni ed orari su appuntamento (tel.: 0362285153).
PER INFORMAZIONI:
Artesilva
Via San Rocco,64/66 – Seregno (MB)
Tel.: 0362285153
info@artesilva.com
Indoor Games
Valerio Dehò
Strano rapporto ha avuto l’arte con il meraviglioso e silente mondo degli oggetti. Relegati su alcune superfici, piani, tavoli o qualcosa del genere, hanno raccontato storie passate, dagli still life a memorie di una vita ancora in modo tenue attaccata al tempo. Tutto concorreva a scandire il tempo e l’evoluzione delle forme, il coacervo di carte geografiche, pipe, vasi e bicchieri, fucili da caccia e vestiti abbandonati, in una prosecuzione contigua con il mondo animale (fagiani, lepri, e frutta e verdura scelta) che non ha eguali. Certamente la categoria che oggi assorbe tranquillamente sia gli “oggetti “che le “cose” è quella di “merci”. Oggi tutto è tale, la loro produzione è non finita, anzi indefinita, il sistema di vita è fondato sulla loro produzione continua e nella ricerca di sempre nuovi mercati su cui venderli.
Certamente anche gli strumenti legati al gioco e allo sport rientrano in queste classificazioni, e Fosco Grisendi ha scelto questi per rappresentare una pittura che si situa al limite tra pop e astrazione, tra astratto e figurale, tra riconoscibilità e scoperta. Tre antinomie essenziali per questa serie di lavori in cui l’artista rivela grande maturità di poetica e una particolare sensibilità a mostrare gli interstizi della nostra società dedita al consumo senza aver chiarito prima il senso della produzione simbolica che lo accompagna. Una mazza da golf, una pallina da baseball o un guantone da boxe rappresentati secondo la visione aprospettica inventata da Grisendi, possono diventare qualcosa di misterioso che attende una scoperta da parte dell’osservatore.
Questi lavori sono al limite dell’astrazione, nascondono la vera natura oggettuale dei soggetti per esaltarla piuttosto che per nasconderla. L’artista lasciando nel vuoto dello sfondo colorato gli oggetti in una sospensione metafisica, ne legge la realtà nascosta spesso per una sorta di esaltazione del dettaglio che diventa forma, altre volte per identificare una prospettiva che libera l’oggetto, o strumento sportivo, da una funzionalità tecnica per un’estetica più ampia. Grisendi ci invita a guardare. La comunicazione sportiva domina i media, impone comportamenti, decide la scansione del tempo nelle città: ha un valore totalizzante. Gli oggetti dei vari sport: golf, baseball, calcio, surf, isolati da ogni contesto, anche e soprattutto dalla figura umana, diventano l’emblema di se stessi, sono anche separati dalle azioni che ne comportano l’uso. Diventano qualcosa di completamente diverso, sono qualcosa che deve essere raccontato un’altra volta. Sono privati di una funzione pratica, diventano icone e per questo travalicano il tempo, vanno nella direzione di una nuova visibilità.
Ma non sono nemmeno immagini pop perché il loro essere merci e provenire dagli scaffali di un negozio sportivo, viene celato. Non hanno nemmeno quella gioiosa banalità della pop e soprattutto neo-pop art. Non appartengono al gregge di chi vuole ingrandire delle forme standard per farle diventare figure di un processo di identificazione tra pubblico e consumatori. Fosco Grisendi elimina attorno ogni gestualità, lo sport diventa un palcoscenico vuoto per lo sfondo mentale di chi guarda. Il tempo si ferma, viene sospeso dalla pittura che, anche nella sua tecnica di applicazione, evita ogni riferimento alla gestualità del dipingere. Come nel film Blow-Up di Michelangelo Antonioni, la realtà scompare, ingrandendone i particolari, il dettaglio resta il vuoto non come negatività, ma come positività a cercare immagini e relazioni nuove. Gli achrome di Piero Manzoni non avevano una finalità intrinseca e non volevano essere dei quadri, ma delle possibilità. Il bianco era tale per lasciare all’immaginazione del pubblico il compito di collocarci le proprie visioni. Il teorema duchampiano secondo cui è lo spettatore che completa l’opera in Manzoni ha trovato una delle sue esemplificazioni più estreme. In questo caso il vuoto è dato dalle dimensioni irrealistiche degli oggetti, dallo sfondo neutro, dal taglio dell’immagine scelto da Grisendi. Scomparsa la funzionalità perché non suggerita, resta l’assenza del cotesto, quindi la forma pura. E’ questa che diventa problematica, in un’assenza di giustificazione a cui lo sguardo non è abituato.